Contro la porta
incontro passionale nel bagno di un
ristorante affollato. Aurora, inizialmente in
ginocchio, ribalta i ruoli con una mossa
audace, scopando Angelo con forza contro
la porta. Il rischio di essere scoperti
aggiunge un brivido pericoloso al loro atto
selvaggio.
Il ristorante era affollato, il rimbombo delle voci e delle posate creava un sottofondo costante che mascherava
perfettamente i suoni provenienti dal bagno delle signore. Angelo si appoggiò al lavandino freddo, osservando
Aurora inginocchiata davanti a lui. La sua vicina di casa, quella donna sempre impeccabile con i suoi vestiti
costosi e il suo sorriso civettuolo, ora era ridotta a una puttana assetata di cazzo. I suoi capelli biondi,
solitamente perfettamente acconciati, erano spettinati attorno al viso mentre lavorava con fervore.
Aurora aprì la bocca e fece scivolare le labbra sulla cappella di Angelo. Il sapore salato del pre-eiaculazione le
riempì le papille gustative, facendola gemere contro la carne dura. Le sue mani affondarono nei glutei sodi di lui,
le unghie quasi graffiando attraverso i pantaloni. Sentì i muscoli contrarsi sotto le sue dita mentre Angelo
spingeva leggermente i fianchi in avanti, facendola ingoiare altri centimetri del suo cazzo.
"Succhialo tutto, troia," sussurrò Angelo, la voce roca dal desiderio. Le sue mani si intrecciarono nei capelli di
Aurora, guidando i suoi movimenti. La sentì ansimare, il respiro caldo che le batteva sulla pelle sensibile dell'asta.
Aurora accelerò il ritmo, la testa che si muoveva avanti e indietro con un movimento quasi meccanico. La sua
lingua danzava lungo la vena prominente sul lato inferiore del cazzo, poi girava intorno alla cappella prima di
immergersi di nuovo. Le sue guance si incavavano con la suzione, creando un vuoto quasi doloroso che fece
gemere Angelo. Sentì le palle di lui che si stringevano, un segnale inequivocabile che stava per venire.
Ma prima che potesse finire, Aurora si fermò bruscamente. Si tirò indietro, le labbra gonfie e lucide di saliva. Con
un movimento fluido, si alzò in piedi, i suoi occhi scintillanti di malizia e potere. Angelo rimase sbalordito per un
istante, confuso dal cambiamento improvviso.
"Non ancora," disse Aurora, la voce un sussurro carico di promesse. Prese Angelo per le spalle e lo alzò, la sua
forza sorprendente data la sua apparente delicatezza. Lo girò con decisione, spingendolo con forza contro la
porta del bagno. Il legno scricchiolò sotto l'impatto, e Angelo sentì il freddo della maniglia di metallo premere
contro la sua schiena.
Prima che potesse reagire, Aurora gli divaricò le gambe con un calcio deciso del suo piede. Il suo equilibrio vacillò
per un momento, ma Aurora lo tenne fermo con una mano sul petto. Con l'altra mano, si sollevò la gonna,
rivelando che non indossava biancheria intima. La sua fica era già bagnata, i peli pubici scuri lucidi di eccitazione.
"Ora tocca a me," ringhiò Aurora, e con un movimento rapido, allineò il suo cazzo ancora duro con l'entrata
bagnata di lei. Angelo rimase senza parole, confuso da come una donna potesse avere un cazzo, ma il pensiero
svanì quando Aurora spinse con forza.
La fica di Aurora si aprì per accogliere il cazzo di Angelo, le pareti umide e calde che lo stringevano mentre
entrava. Aurora gemette, un suono profondo e animalesco, mentre si spingeva all'indietro per prenderlo tutto.
Le sue mani afferrarono le spalle di Angelo, le unghie che affondavano nella camicia mentre iniziava a muoversi.
"Ti piace, eh? Ti piace quando ti prendo così?" sibilò Aurora all'orecchio di Angelo mentre lo scopava con forza. I
suoi colpi erano potenti, il suono delle palle che sbattevano contro la fica di lei che riempiva il piccolo bagno.
Angelo non riusciva a fare altro che gemere, il corpo in balia del piacere brutale che Aurora gli infliggeva.
La porta del bagno scricchiolava ad ogni spinta, il rischio di essere scoperti che aggiungeva un brivido pericoloso
all'atto. Angelo poteva sentire le voci fuori dal bagno, persone che passavano nel corridoio, completamente
ignare di quello che stava succedendo a pochi passi da loro.
Aurora accelerò ancora, i suoi movimenti diventando più selvaggi. La sua fica si stringeva intorno al cazzo di
Angelo, i muscoli che si contraevano in modo irregolare mentre si avvicinava all'orgasmo. Angelo sentì il proprio
piacere crescere, le palle che si stringevano mentre si preparava a venire dentro di lei.
"Vieni dentro di me, bastardo," urlò Aurora, la voce roca dal desiderio. "Riempi la mia fica di sborra."
Con un ultimo colpo potente, Angelo esplose, il cazzo che pulsava mentre riempiva Aurora del suo sperma
caldo. Aurora gridò, il corpo che si contorse mentre l'orgasmo la travolgeva. Rimasero così per un momento, i
corpi appoggiati contro la porta mentre il respiro tornava lentamente alla normalità.
Aurora si tirò via con un movimento fluido, aggiustandosi la gonna come se nulla fosse. Angelo si appoggiò
ancora alla porta, le gambe tremanti mentre cercava di riprendersi.
"La prossima volta," disse Aurora con un sorriso civettuolo, "sarà il mio turno di essere in ginocchio." Uscì dal
bagno lasciando Angelo solo, il cuore che batteva ancora forte mentre il suono del ristorante affollato tornava a
riempire le sue orecchie.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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